IL SILENZIO DI BAGNOLI

Napoli (Campania), 2014

© Adriano Zizza

La vita a Bagnoli, quartiere occidentale di Napoli, era scandita dal suono della sirena delle turnazioni dell’Italsider. A più di vent’anni dall’ultima sirena oggi c’è solo un gran silenzio e camminare per l’ex area industriale significa trovarsi al centro di una zona dismessa, circondati da muri di cinta e inferriate arrugginite, altiforni e ciminiere. Le reali proporzioni di questo disastro ambientale appaiono chiare guardando dall’alto della collina di Posillipo, dove una vastissima area desolata parte dal mare si addentra verso l’interno per alcuni chilometri rendendo di fatto questo territorio simile a ciò che resta dopo il passaggio di uno tsunami.

Dinanzi alla spiaggia di Coroglio si distingue il complesso della Cementir, ancora intatto e abbandonato all’erosione del vento; si riconoscono i resti dell’Italsider e la sua acciaieria rossa, chiusa nel 1992; la spianata dell’Eternit, vera fabbrica di morte chiusa nel 1985 dopo 48 anni di attività e polveri di amianto sparse per il rione di Cavalleggeri d’Aosta. Polveri che hanno ucciso centinaia di operai, familiari e persone che mai ci avevano messo piede, e che secondo le statistiche continueranno a farlo anche nei prossimi anni.

Alla dismissione degli impianti non è mai seguita una bonifica razionale, completa e autentica dei suoli, mentre quella dei fondali marini non è mai iniziata, come evidenziano le numerose inchieste della magistratura e i continui sequestri delle aree coinvolte.